sabato 9 febbraio 2013

Il passato finisce ora: lo riscrivono gli Iconic, eroi consumati del quotidiano

iconic band bari
by Esserrenne

Gli Iconic sono una commistione di più generi, leggo nelle righe della bio ufficiale. Vero, mi dico: è un rock multisfaccettato, a tratti ruvido e in altri momenti più docile; ogni componente della band, complici le precedenti esperienze, intrattiene un personale rapporto con la musica, caricando i brani di sfumature talvolta aspre, altre malinconiche, sempre ritmicamente energiche. L'EP si apre con “Intro”, meno di un minuto di soli strumenti. Proprio come i concept album, proprio come le band affermate. Presuntuoso? Forse, ma è una presunzione che questi quattro ragazzi di Bari possono permettersi, suonano bene e scivolano fluidi, talmente fluidi che ti domandi come mai non ne hai sentito parlare prima. E, come se non bastasse a far capire che hanno carattere, si producono da soli, che non guasta di questi tempi.Iniziate dunque a colmare le lacune e segnatevi questo nome:Stefania Console. Ha una voce che in un panorama musicale del genere può fare la differenza. Ogni volta che parte un brano senti la carica sonora cupa del basso, la cavalcata della batteria sempre precisa e inesorabile, i monologhi - più che semplici assoli, a volte sembra davvero che parli - della chitarra di Giuseppe Schirone intrisi di architettura della storia del rock e ti aspetti un canto straziato, arrabbiato, dal trucco sbavato. Invece no, lei rimane sempre lì: nella compostezza del suo timbro, fermo ma suadente, sa amalgamarsi alla perfezione con gli altri strumenti e riuscire ad essere perfettamente comunicativa.La punta di diamante è “Black Sheep” dal primo ascolto: qui si riescono a intravedere dei brevi sprazzi di Dolores O'Riordan, artista che non compare tra le influenze dichiarate del gruppo ma che personalmente considero una delle voci femminili più valide e caratteristiche del rock fine anni '80 e '90, quindi altro non è che un bel gettone di fiducia; ancora più avanti, in “Light And Dark” e “Hands Tied” (Le due canzoni che chiudono l'album, particolarmente riuscite) mi tornano alla memoria le 4 Non Blondes e quella scuola femminile di rockers che mostrano gli attributi senza fare il verso agli uomini, semplicemente cantando; una scuola a cui – spiacente - solo Madre Natura può iscriverti.“The Past Must End Right Now” è un lavoro grintoso, credibile; dai testi emerge una maturità che non sempre appartiene alle formazioni giovani, una consapevolezza della realtà da eroi consumati del quotidiano. Una volontà di rottura con il passato che proprio dal passato trae ispirazione a livello sonoro per costruire un nuovo punto di partenza, ricco sì di echi e reminiscenze ma che non assomiglia totalmente a niente di già conosciuto e sentito. Goderne per credere.
by esserrenne


1 commento:

  1. Ascolterò subito questo EP. Già dai primi 2 pezzi mi piace molto. Complimenti.

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