by Esserrenne
Gli Iconic sono una commistione di più
generi, leggo nelle righe della bio ufficiale. Vero, mi dico: è un
rock multisfaccettato, a tratti ruvido e in altri momenti più
docile; ogni componente della band, complici le precedenti
esperienze, intrattiene un personale rapporto con la musica,
caricando i brani di sfumature talvolta aspre, altre malinconiche,
sempre ritmicamente energiche. L'EP si apre con “Intro”, meno di
un minuto di soli strumenti. Proprio come i concept album, proprio
come le band affermate. Presuntuoso? Forse, ma è una presunzione che
questi quattro ragazzi di Bari possono permettersi, suonano bene e
scivolano fluidi, talmente fluidi che ti domandi come mai non ne hai
sentito parlare prima. E, come se non bastasse a far capire che hanno
carattere, si producono da soli, che non guasta di questi
tempi.Iniziate dunque a colmare le lacune e segnatevi questo nome:Stefania Console. Ha una voce che in un panorama musicale del genere
può fare la differenza. Ogni volta che parte un brano senti la
carica sonora cupa del basso, la cavalcata della batteria sempre
precisa e inesorabile, i monologhi - più che semplici assoli, a
volte sembra davvero che parli - della chitarra di Giuseppe Schirone
intrisi di architettura della storia del rock e ti aspetti un canto
straziato, arrabbiato, dal trucco sbavato. Invece no, lei rimane
sempre lì: nella compostezza del suo timbro, fermo ma suadente, sa
amalgamarsi alla perfezione con gli altri strumenti e riuscire ad
essere perfettamente comunicativa.La punta di diamante è “Black
Sheep” dal primo ascolto: qui si riescono a intravedere dei brevi
sprazzi di Dolores O'Riordan, artista che non compare tra le
influenze dichiarate del gruppo ma che personalmente considero una
delle voci femminili più valide e caratteristiche del rock fine anni
'80 e '90, quindi altro non è che un bel gettone di fiducia; ancora
più avanti, in “Light And Dark” e “Hands Tied” (Le due
canzoni che chiudono l'album, particolarmente riuscite) mi tornano
alla memoria le 4 Non Blondes e quella scuola femminile di rockers
che mostrano gli attributi senza fare il verso agli uomini,
semplicemente cantando; una scuola a cui – spiacente - solo Madre
Natura può iscriverti.“The Past Must End Right Now” è un lavoro
grintoso, credibile; dai testi emerge una maturità che non sempre
appartiene alle formazioni giovani, una consapevolezza della realtà
da eroi consumati del quotidiano. Una volontà di rottura con il
passato che proprio dal passato trae ispirazione a livello sonoro per
costruire un nuovo punto di partenza, ricco sì di echi e
reminiscenze ma che non assomiglia totalmente a niente di già
conosciuto e sentito. Goderne per credere.
by esserrenne
by esserrenne
Ascolterò subito questo EP. Già dai primi 2 pezzi mi piace molto. Complimenti.
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